Alta, bionda e con un fisico perfetto. Di Brigitta Bulgari ce n’è una sola, ma gli italiani devono mettersi l’anima in pace: «Ho detto addio al porno da sette anni, non si tratta di un arrivederci: con l’hard ho chiuso», confida a SexTelling. Alla decisione hanno contribuito i mesi passati in carcere nel 2010, quando fu arrestata con l’accusa di pornografia minorile e atti osceni in luogo pubblico. Da quando è stata prosciolta, la performer ungherese ha cambiato vita, passando dal set alla consolle: ora è una dj ed è nella musica che trova il vero piacere. Vuole dimostrare a tutti che «chi ha fatto carriera nel porno non è una puttana e non merita di essere giudicata per il suo passato». Il prossimo capitolo della vita di Brigitta Bulgari? L’apertura di una discoteca (con cameriere in abiti sexy) in provincia di Terni, prevista per settembre.

DOMANDA: Com’è nata l’idea di aprire una discoteca?
RISPOSTA: Me l’ha proposto il mio avvocato Antonio Orso e mi è sembrata una buona idea: vivo di notte da non so quanti anni e faccio la dj dal 2011. Dopo aver fatto alcune ricerche abbiamo optato questo locale di Narni Scalo, che riapriremo per la stagione invernale con il nome ‘Die Mond’. Lo vedo anche come un modo per dimostrare che un’attrice hard può fare altro nella vita.
D: Quando è nata la sua passione per la musica?
R: In realtà c’è sempre stata. Prima andavo come ospite alle serate in discoteca e mi spingevano letteralmente in consolle, anche se non avevo idea di come funzionasse. Ma mi sono detta che avrei potuto imparare: così ho preso lezioni da un dj di Budapest in Ungheria e da Paolo Pellegrino in Italia. Nel giro di pochi mesi ero pronta. È successo tutto dopo il carcere, che mi ha aiutato a selezionare meglio le persone attorno a me, perché tanti presunti amici dopo l’arresto mi hanno voltato le spalle.
D: Cosa ricorda di quei giorni?
R: Sono stata arrestata per essermi tolta il reggiseno davanti a dei minorenni. Ma come potevo saperlo? Non era certo colpa mia, io avevo solo fatto il mio spettacolo. Anche se sono una donna forte è brutto veder arrivare le auto della polizia e finire in carcere senza un processo, già da colpevole.
D: E da allora Brigitta Bulgari ha detto addio al porno.
R: Sì, ed è categorico anche se c’è chi continua a scrivere il contrario. Ho smesso e non voglio tornare indietro. Mi ritrovo a ‘odiare’ il mio passato, perché è un peso che devo portarmi sempre dietro: pensi che c’è chi mi dice che ero meglio come attrice hard che come dj. Ma questi sfigati pensano che sia brava solo a fare bocchini?
D: L’Italia ha un problema con il porno?
R: Sì, se Rocco Siffredi dice addio al porno va bene. Invece per voi Brigitta Bulgari e le donne che hanno fatto film hard rimangono le troie peggiori del mondo. Però gli uomini ci sognano, riempiono i night e scaricano i nostri film porno. Avete avuto un Presidente del Consiglio famoso per il bunga bunga, eppure giudicate chi ha avuto un passato come il mio. E le tante ragazze che in giro per Milano aspettano quello con i soldi non sono prostitute? Negli Stati Uniti è diverso: là conta quello che sei e non ciò che hai fatto per vivere.
D: Facciamo un passo indietro. Come è iniziata la sua carriera nel porno?
R: All’inizio degli anni Duemila ero a Riccione con il mio ragazzo, italiano. Abbiamo conosciuto Andrea Nobili, regista e produttore hard, che  ci ha proposto di girare un porno. Così abbiamo iniziato con la Pink’o Enterprise: erano anni della mia carriera in cui il porno spingeva la tivù e viceversa.
D: E non ha mai pensato di concentrarsi sulla televisione?
R: In effetti non riesco a capire perché non sto lavorando in tivù. Non che voglia starci per forza ma avrei tutte le capacità per farlo. Forse perché ho fatto porno o non ho mai fatto certi favori per ottenere un lavoro. Comunque, non dico di mettere ventenni brave solo a mostrare le tette, ma credo che la tivù italiana abbia bisogno di cambiamento. Basta con le solite sessantenni che vedo da quando sono arrivata dall’Ungheria…
D: Sul set aveva dei colleghi preferiti?
R: No, e sinceramente faccio fatica a ricordare i nomi delle persone. Per me il porno era un lavoro. Era arrivare puntuale sul set, passare dal trucco e iniziare a girare. Comunque la Pink’o cercava di affiancarmi gli attori più belli, perché quelli brutti oggettivamente non potevano stare accanto a me. Le volte in cui non mi sono trovato bene con qualcuno cercavamo di sostituirlo, senza nessun problema.
D: Almeno provava piacere sul set?
R: Sì, capitava. Tutte le attrici provano piacere, se dicono di no sono bugiarde. Ma non stavo a contare gli orgasmi. Consideriamo poi che gli attori non fanno sesso per il loro piacere, ma per quello della telecamera.
D: C’è qualcosa in cui era più brava delle altre?
R: Non avevo posizioni preferite. Gli uomini pensano che sia tutto bello quello che vedono, ma dietro alle scopate c’è tanto lavoro. Non puoi fare sesso davanti a dieci persone pensando «mi piace succhiare il cazzo o prenderlo nel culo».
D: Quanto tempo è durata la sua carriera nel porno?
R: Poco, quattro anni. Ma non lavoravo tutti i giorni, non funziona così. Avevo un contratto in base al quale dovevo fare quattro o cinque film: in tutto stavo sul set 30 giorni in un anno.
D: E a un certo punto ha detto stop.
R: Sì, non mi andava più, volevo fare altro. Mi ero stancata, perché non è facile lavorare con chi non è pulito come te, puzza di fumo o ha i piedi sporchi. Non volevo più essere toccata da uomini sconosciuti.
D: Però continua a esibirsi nei night…
R: Ma ancora per poco, mi sono stancata anche di questo. Ma visto che ho tante richieste, ho deciso di fare contenti un po’ tutti. Brigitta Bulgari funziona ancora. Poi dirò addio anche agli spettacoli dal vivo.
D: Ma fare questi show le piace?
R: Credo che sia nel mio sangue. C’è chi sa fare l’attore, chi il cantante, chi il giardiniere: io so fare gli spettacoli. La gente mi vuole vedere e so che sul palco funzionerei anche tra dieci anni, se volessi tornare a esibirmi. Ma sono consapevole che certe cose non si possono fare per sempre.
D: Nel privato com’è Brigitta Bulgari?
R: Chi come me lavora nell’hard vuole solo stare in tranquillità fuori dal set, dopo anni a sentirsi dire «apri le gambe, girati di qua, cambia posizione» e tutto il resto. Ovvio, il feeling a letto con il proprio partner è importante, ma voglio soprattutto svegliarmi accanto a una persona che mi ascolta, capisce i miei sorrisi e risolve i problemi. Non mi interessa se ha la pancia, se non ha i capelli o che lavoro fa. Basta che sia la mia dolce metà.
D: Allora le pornostar a letto sono donne come tutte le altre?
R: Eh no, noi siamo più aperte. Stiamo al gioco, una posizione strana o un gioco piccante non sono un problema. Diciamo che nella vita privata siamo uguali, ma che a letto non ci tiriamo indietro. E nemmeno in altri posti, tipo in aereo…