Sono seduti su un divano, uno accanto all’altra. Si osservano e sorridono spesso, con gli occhi e con le labbra. Parlano, con garbo e pacatezza. Sono avvolgenti l’uno con l’altra. Non si sovrappongono mai per rispondere alle domande. E parlano d’amore. Libero.
Jackie ha i capelli lunghi neri e scandisce ogni parola, con calma. Così come John, suo marito, un uomo rasato, con gli occhi chiari e dalle origini italiane. Entrambi sono nati e cresciuti in Kansas. Entrambi credono nell’amore incondizionato verso il proprio partner. E sono una coppia di scambisti.
John e Jackie hanno due storie diverse. Libero da qualsiasi vincolo, da sempre, lui. Sposata, devota alle necessità del marito ed educata all’idea che una relazione stabile dovesse essere esclusivamente monogama, lei. Jackie e John si erano conosciuti a scuola, ma avevano preso strade lontane. Lei era rimasta nel Midwest e aveva avuto sei figli. Lui si era trasferito in Florida nel 1982 e di bambini ne aveva avuti due.
Si sono ritrovati per caso, più di 30 anni dopo. E si sono scelti, di nuovo.
In inglese si chiamano swingers e sotto questo nome si identificano tutte quelle persone che, nonostante una relazione consolidata con il proprio partner, hanno rapporti sessuali con altri.

Jackie e John Melfi hanno fondato OpenLove101.com, un sito dove si parla di relazioni aperte e di scambismo. Per agevolare la ricerca degli utenti, è suddiviso in varie sezioni. Entrambi preparano una newsletter gratuita e video settimanali, dove rispondono alle curiosità delle persone.
«Sul sito arrivano tanti interrogativi da parte di coppie nuove allo scambismo: i più frequenti sono quelli che hanno a che fare con le paure e la gelosia. Poi vogliono conoscere la nostra esperienza», spiega Jackie Melfi a Letteradonna.
Sul sito, infatti, si legge: «La nostra missione è informare, educare e parlare con chiunque sia interessato a una relazione più aperta con il proprio partner». I Melfi sono proprietari di Colette, un esclusivo club di scambisti con sedi sparse in tutti gli Stati Uniti.

DOMANDA: Jackie e John, il vostro sito si chiama ‘amore libero’. Che significato hanno, per voi, queste due parole?
RISPOSTA JACKIE: Un modo diverso di intendere la relazione: significa prendere l’amore che provi per il tuo partner ed essere in grado di estenderlo, in modo tale che non resti soltanto tra di voi, ma che possa coinvolgere qualsiasi persona con cui si venga in contatto.
RISPOSTA JOHN: Per me, vuol dire non limitare il tuo amore soltanto a una persona.
D: Com’è la vostra vita da ‘coppia aperta’?
R JACKIE: Si è parte di una comunità e io amo questo aspetto. Soprattutto, adoro che la nostra relazione implichi che l’amare l’altro (John, ndr) dia anche questa possibilità. Ma attenzione: averla non costituisce un rischio per la nostra relazione, che non finisce certamente perché abbiamo rapporti con altri. Anzi, tutto questo rende la nostra storia più intensa, più profonda e più forte.
D: Perché?
R JACKIE: Perché noi possiamo essere davvero onesti su ciò che proviamo, sui nostri sentimenti.
D: Come siete diventati degli scambisti?
R JOHN: Quando ero ragazzo uscivo con tante donne: ero ancora molto giovane quando ebbi il mio primo rapporto con tre ragazze; non sentivo alcun tipo di stigma negativo associato al modo in cui vivevo. Non mi sono mai dato un’etichetta, né mi sono mai percepito, all’inizio, come uno scambista: mi ritenevo una persona libera, sessualmente. Negli Anni ’90 sono entrato nel business dei night club e ho realizzato che cosa avevo fatto per tutto quel tempo. Jackie, invece, ha una storia diversa dalla mia (sorride, ndr).
R JACKIE: Sì, la mia esperienza è un altro tipo di esperienza. Sono stata introdotta in questo mondo quando ho incontrato John. Sono stata educata in un ambiente molto conservatore e come donna non sono mai stata incoraggiata a esporre la mia sessualità. Dovevo sposarmi, essere una moglie rispettosa, avere dei bambini e prendermi cura di tutti, assecondando i bisogni di mio marito. I miei desideri, invece, non erano nemmeno discussi, né presi in considerazione. Quando ho conosciuto questo mondo tutto mi sembrava così diverso da quello che avevo vissuto io. Nello scambismo, invece, come donna ho avuto tante libertà che, per tanto tempo, nessuna donna era incoraggiata ad avere.
D: Vi siete mai pentiti di questa scelta?
R JACKIE: No (insieme, ndr). Io penso che sia molto importante non pentirsi mai di nulla di ciò che si fa nella vita. Ogni esperienza che si vive è una lezione. Nel mio caso, lo scambismo mi ha realmente aperto la mente e mi ha fatto comprendere davvero chi fossi. Mi ha fatto anche capire quanto potessi essere più onesta.
D: Con il blog sentite di essere diventati dei mentori per le altre coppie?
R JOHN: Spesso le coppie, prima di avvicinarsi a questo stile di, vita hanno relazioni ‘normali’. Molte persone, ma anche tanti amici, vogliono parlare con noi di questioni sentimentali. Non so se possiamo definirci mentori, ma di certo condividiamo le nostre esperienze con chiunque lo chieda.
D: I vostri figli conoscono il vostro stile di vita?
R JOHN: Assolutamente sì.
D: Che cosa significa essere ‘genitori scambisti’?
R JOHN: I nostri figli ci chiedono molte cose, anche perché noi siamo sempre stati molto onesti. La maggior parte di loro ha relazioni monogame, ma la sincerità sicuramente ci ha avvicinati molto.
R JACKIE: L’onestà fa in modo che non ci sia alcun giudizio da parte loro: avvertono un senso di libertà, ne traggono positività e si sentono a loro agio nel chiedere molte cose, per esempio. Il fatto che poi, io, non fossi coinvolta nello scambismo fino a quando i miei figli non sono diventati grandi, mi ha dato l’opportunità di mostrargli entrambe le strade.
D: In che senso?
R JACKIE: Loro sanno che io ho imparato qualcosa di nuovo negli anni e aprirsi a cose nuove è sempre utile nella vita. Serve per capire se una cosa funziona oppure no. Credo di avergli dato un forte senso di libertà, specialmente alle mie ragazze, che, se vorranno, avranno modo di esplorare un mondo sicuramente nuovo, per molto tempo prerogativa solo maschile.
D: Le persone giudicano la vostra scelta?
R JACKIE: Sì, credo che ognuno tenti di giudicare qualsiasi cosa tu faccia o qualsiasi cosa non si conosce. Ogni volta che fai qualcosa considerato a lato della normalità, alcuni ti guardano strano. Certi provano imbarazzo e non si sentono a loro agio. Penso sia un problema di educazione: nessuno si prende abbastanza tempo per educare sé stesso. John e io l’abbiamo fatto.
R JOHN: I giudizi negativi li leggiamo, spesso, nei commenti sul blog. Sono frequenti quelli più negativi, in particolare rivolti a Jackie, perché è una donna. Ma a noi, questo, non interessa (sorridono, ndri).
D: Come riuscite ad accettare che il vostro partner faccia sesso con un’altra persona?
R JOHN: Ho frequentato club per 20 anni e molti amici mi facevano la stessa domanda. Per me, specialmente all’inizio, fare dello scambismo era semplicemente qualcosa che riguardava il sesso. Oggi posso guardare Jackie mentre utilizza un vibratore e prova piacere. Penso che i miei amici possano fare lo stesso, senza doversi chiedere necessariamente che cosa non va in loro, se non sono bravi abbastanza. Io credo che Jackie non mi lascerà sicuramente per un vibratore, continuerà ad amarmi per ciò che sono.
D: Però un vibratore è un oggetto.
R JOHN: La stessa cosa vale se si parla di un’altra persona: è solo un uomo che le sta dando piacere in quel momento. La sta rendendo felice e io, che la amo, non ci vedo nulla di sbagliato. Le persone, invece, spesso, hanno paura.
D: Di che cosa?
R JOHN: Temono di essere lasciate per un’altra persona, magari perché più prestante fisicamente, più brava a baciare o migliore a letto. Ma se ci si ama veramente, se il sentimento è davvero profondo, non c’è nulla di cui avere paura. Io amo mia moglie, come lei ama me. Nella nostra società le persone si lasciano per tante ragioni diverse. Avere altri rapporti non è di per sé un pericolo: molte coppie, purtroppo, lo fanno di nascosto, magari molti lo sanno e fingono di non vedere. La differenza è che noi siamo onesti.
D: E non vi disturba sapere che si crei un rapporto così intimo?
R JOHN: No. Anzi, la condivisione è meravigliosa: quando Jackie ha un appuntamento con un altro e fa sesso con lui, quando torna mi racconta tutto. Questo mi eccita e mi rende felice che lei possa sperimentare questo. Questo è ciò che io considero amore incondizionato, che permette di amarsi davvero.
D: Jackie, lei è gelosa?
R JACKIE: Io sono cresciuta con l’idea che il matrimonio fosse soltanto una cosa a due e che ogni cosa accaduta fuori poteva creare problemi alla relazione: i rapporti sessuali dovevano essere solo con il mio partner. Quando ho sposato John ho capito che l’amore che proviamo l’uno per l’altra è molto più profondo del sesso.
D: Cosa intende?
R JACKIE: Anziché aver paura di qualcosa che possa prendere il mio posto, godo della relazione che ho. Non si può controllare tutto. So cosa provo per lui e sono felice di poter avere altri uomini, ma il fatto che lo faccia non significa che io voglia smettere a mia storia con mio marito. All’inizio c’era un po’ di gelosia, poi ne abbiamo parlato. Lo scambismo è magnifico anche per questo.
D: Jackie, lei ha scritto un libro dal titolo: Swingers’ lifestyale. The questions you are afraid to ask (Lo scambismo come stile di vita. Le domande che hai sempre voluto fare, ndr). Quali sono gli interrogativi più comuni?
R JACKIE: Tutti quelli legati, ancora una volta, alla paura e alla gelosia. Questo accade perché la maggior parte di noi è stata educata in questo modo, cioè credere che ogni relazione debba essere tradizionalmente monogama per funzionare. Anche la mia con John, per certi versi, è una storia tradizionale: ci piace stare insieme ma siamo aperti sul sesso. Ma è scientificamente provato che l’uomo non è fatto per una relazione sola: lo siamo per imposizioni sociali e per convenzione. Spesso guardiamo al sesso come a un istinto animale, ma è anche un’incredibile esperienza che lega le persone. Più amore ti è permesso dare agli altri, più ne fai entrare nella tua relazione: questo la fa diventare forte e profonda.
R JOHN: Ci chiedono anche molte cose legate al sesso sicuro. Chiedono anche informazioni relative allo scambio di coppia, se per fare lo scambismo è necessario andare a delle feste particolari o in alcuni club. Poi ci fanno domande sulle ‘regole’.
D: Tipo?
R JOHN: Per esempio se è permesso baciare, penetrare o fare del sesso anale.
D: Lo scambismo è ancora un tabù nella nostra società?
R JOHN: Sì, credo lo sia, ma penso anche che negli ultimi 20 anni sia accettato molto di più. Anni fa, se ci avessero visto fare ciò che facciamo adesso, ci avrebbero presi in giro o saremmo passati per degli elementi negativi. Oggi è visto e riconosciuto più come un modello di relazione e non soltanto come qualcosa di strano.
D: Conoscete molte coppie italiane?
R JOHN: Sì. Molti di loro, spesso, sanno che il proprio partner fa sesso con altre persone, ma capita che facciano finta di non saperlo. A volte, non vogliono proprio. Penso che in Italia, in generale, sia piuttosto accettata questa pratica, lo dimostra la storia: le raffigurazioni a Pompei ed Ercolano illustrano uomini che fanno sesso con più donne e viceversa. Tutto era accettato e tollerato, già dall’impero romano. Penso che la Chiesa Cattolica abbia contribuito a creare un clima opprimente.
D: L’inibizione delle coppie dipende dalla nazionalità e dalla cultura, secondo voi?
R JOHN: Sì, credo di sì. La libertà di mente dipende da molti elementi, tra cui quello di vivere in un Paese in cui non ci sono restrizioni particolari legate al sesso.
D: Chi sono i più ‘aperti’?
R JOHN: Non saprei (sorride, ndr). Forse gli europei, in particolare gli spagnoli, ma anche gli italiani. Non mi sento di escludere anche la Germania: sono persone molto aperte mentalmente e anche se vorrebbero essere inquadrati, spesso non li sono.