I preservativi? Non sono cosa da vegani. La maggior parte dei profilattici in commercio, infatti, contiene la caseina che è un prodotto di origine animale, quindi non adatto a chi segue un regime alimentare privo di carne, pesce, uova e formaggi. Negli ultimi anni sono aumentate in maniera considerevole le persone che hanno scelto di diventare vegane. Per venire incontro alle loro esigenze il mercato ha iniziato a fornire prodotti animal free.

Il marchio malese ESP (Enjoyable Safe Pleasure), importato in Europa da ESP Care Srl , da anni ha deciso di realizzare profilattici di origine completamente vegetale. Vendendo principalmente online, ma anche in alcune farmacie, tabaccherie e sexy shops, l’azienda fondata in Italia nel 2010 e in continua crescita, ha scelto di portare avanti iniziative di social responsability. Lo stabilimento di Senai (Stato dello Johor) ogni anno devolve parte del ricavato delle vendite ad organizzazioni non governative e offre borse di studio ai figli dei dipendenti che non possono permettersi di pagare le tasse della scuola.

«Nei nostri preservativi, invece della caseina, utilizziamo il burro di cacao che permette di soddisfare anche le richieste dei vegani», spiega a Sextelling.it Luca Ottolini, titolare di ESP Care Srl e consulente di marketing per il marchio ESP.


I profilattici vegani hanno la stessa resistenza di quelli tradizionali?

Certo, non cambia assolutamente niente.

Come si testa un preservativo?
Essendo dispositivi medici, ci sono delle severe norme internazionali che regolamentano il modo in cui si valuta l’affidabilità di un profilattico. I principali test effettuati in laboratorio, a campione su lotti di prodotti, sono due: il test di scoppio e il test dell’acqua caricata elettricamente.

In cosa consistono?
Nel primo caso si riempie il preservativo di aria per testare l’elasticità del lattice. Per norma internazionale un profilattico deve contenere 18 litri di aria prima di scoppiare. Se ad esempio tre condoms di un lotto esplodono, si butta via l’intera produzione di quel prodotto.

Il secondo test quali aspetti del preservativo valuta?
La superficie del lattice. Per controllare se ci sono buchi o imperfezioni, si carica elettricamente l’acqua con cui si riempie il condom, mentre si carica di segno opposto l’acqua nella quale si immerge il profilattico. Se c’è anche il più piccolo foro, si crea un contatto che viene segnalato da una spia luminosa. In quel caso il lotto selezionato non è conforme alle norme e viene scartato.

Quando vengono effettuati questi test?
In due momenti: appena il preservativo viene prodotto e quando è trascorso il tempo utile di utilizzo del condom. In questo caso facciamo invecchiare artificialmente il profilattico mettendolo in forni per giorni o settimane in modo da simulare la durata di vita media di un preservativo che è di cinque anni. Inoltre, ogni profilattico viene testato elettronicamente prima di essere posto nella bustina di alluminio.

La vostra distribuzione avviene essenzialmente online. Per quale motivo?
Perché quella fisica nei canali tradizionali ha un costo molto elevato. Per le farmacie, che in Italia sono 18 mila, è necessaria una forza vendita che batta tutto il territorio nazionale e smerci i prodotti in ogni singola realtà farmacistica che è diversa da città a città. Per la grande distribuzione nei supermercati invece bisogna pagare per lo spazio scaffale, quello occupato dal prodotto.

E se il marchio non va?
Il mancato guadagno lo deve garantire il fornitore.

C’è anche una ragione di posizionamento sul mercato?
Sì certo. In una realtà che è ricca di competitors è abbastanza difficile trovare la propria nicchia di riferimento, inutile negarlo. Bisogna focalizzarsi su un target ben preciso e noi abbiamo scelto i preadolescenti e gli adolescenti, che acquistano prevalentemente online e preferiscono l’anonimato quando ricevono i prodotti.

Perché?
Per due motivi: sono il pubblico che ha più bisogno di essere protetto dal punto di vista anticoncezionale e delle malattie sessualmente trasmissibili, ma sono anche le persone più abituate a usare il web per qualunque esigenza.

Se si vive con i genitori però può essere imbarazzante ricevere a casa una scatola di preservativi.
Assolutamente, ma le spedizioni sono anonime e prive di scritte che lascino intuire il contenuto.

Dato che si parla di un target molto giovane, i social media vi hanno aiutato a diffondere il nome del brand ESP?
Sì come anche le sponsorizzazioni di feste e il passaparola. La verità è che comunque non stiamo cercando di promuovere scarpe e borse, ma preservativi che suscitano sempre un po’ di timidezza da parte di qualunque fascia di età. Tutti lo usano, nessuno ne parla, potremmo dire.

Come superare questo tabù?
Trasmettendo il messaggio che il profilattico è un prodotto etico: protegge la salute delle persone. Vendere preservativi non significa incoraggiare il sesso libero o extraconiugale, ma far sì che i ragazzi indossino il condom prima di avere rapporti sessuali come quando mettono la cintura di sicurezza appena entrati in auto. Serve educazione, in questo senso.

Quali sono i prodotti che funzionano di più in Italia?
Tutte le nuove proposte. L’Air Thin, il profilattico super sottile spesso solo 0,04 mm, sta andando molto bene. Sul mercato ci sono preservativi in materiale sintetico che arrivano a uno spessore anche più sottile, 0,01 mm, ma la sensazione che si prova è molto diversa da quella di un profilattico in lattice di gomma naturale.

La resistenza è la stessa?
La resistenza è un po’ un mito da sfatare e difficile da togliere dalla testa del consumatore. La sottigliezza del preservativo non la intacca. Una volta che il condom ha superato i test è sicuro indipendentemente dal suo spessore.

Ci sono altri condom che vi stanno dando soddisfazione?
Il Pink Love al gusto di Marshmallow, i Minibar aromatizzati al gusto di Cognac, Bayles e Cointreau e il Tornado che ha la forma a spirale. Ai vegani piace molto il Sense, lubrificato con olio vergine di cocco.

Come vengono scelti i gusti?
Si seguono i trend del mercato, ma ci si affida anche alla propria creatività che viene testata in laboratorio. Una volta confezionato, il prodotto viene fatto provare a un campione di consumatori nel mondo e da lì si stila una classifica delle preferenze.

Qual è il range di prezzo dei vostri profilattici?
Dipende se si tratta di preservativi tradizionali o di una nostra innovazione esclusiva. Nel primo caso facciamo circa il 15-20% in meno dei concorrenti, nell’altro i prezzi sono in linea con quelli del market leader.

Il sito ESP internazionale presenta una vasta gamma di articoli per il mondo dell’erotismo, dai profilattici ai gel lubrificanti fino agli anelli vibranti. Arriveranno anche in Italia?
Dal 2014 abbiamo iniziato a trattare i gel lubrificanti, mentre dall’autunno 2015, con la presentazione alla fiera Erofame di Hannover, abbiamo lanciato anche gli Oral-dams.

Cosa sono?
Lenzuolini molto sottili in lattice aromatizzati a vari gusti, colorati, che servono a proteggere durante il sesso orale praticato dall’uomo alla donna. Sono una categoria molto nuova ed in crescita, perché sono pochi a produrli.

Per quanto riguarda i sex toys invece?
Abbiamo scelto di non importarli perché non rientrano nel nostro core business e credo che il mercato offra già moltissimo da questo punto di vista. L’idea alla base del brand è pensare al benessere sessuale e alla salute delle persone.

Vi è mai capitato di dover affrontare le lamentele di un cliente a cui si è rotto il profilattico durante un rapporto sessuale?
Mi è capitato una sola volta in questi cinque anni.

Cosa succede in questi casi?
Chiediamo se il preservativo sia stato usato correttamente e poi inoltriamo la lamentela al produttore con tutte le informazioni della confezione: lotto e anno di produzione. Nello stabilimento vengono rifatti i test, si tengono sempre dei preservativi di ogni lotto proprio per queste evenienze, e se vengono superati significa che il prodotto venduto era conforme alle normative vigenti.

Ma perché si rompono i preservativi?
Il motivo principale è l’errata conservazione del prodotto al caldo o al freddo. E poi l’uso di lubrificanti a base oleosa che rovinano l’elasticità del lattice. Un prodotto di buona qualità molto difficilmente si rompe, se utilizzato e conservato correttamente, come da foglietto illustrativo.