«Se il sesso fosse considerato dalla nostra società come qualcosa di normale verrebbe proposto tranquillamente in televisione o al cinema». Ne è sicura Valentina Nappi quando indica in una cultura perbenista il principale male dell’hard. Eppure il mondo del porno non è più lo stesso da diverso tempo. Vuoi un po’ a causa di Internet, bulimico produttore di materiale pornografico di media-bassa qualità, vuoi, ricollegandoci al Nappi pensiero, per quel modo di pensare «decisamente bigotto» che impedisce all’erotismo di essere proposto al grande pubblico. Magari proprio in quella Hollywood abituata a pellicole di tutt’altro genere. «Eppure sono film anche questi e hanno una finalità ben precisa, ovvero eccitare lo spettatore. Così come partecipano agli Oscar film horror, fatti per spaventare, non vedo perché non potrebbero aderire anche loro», sostiene la Nappi. Un Requiem sembra aleggiare su questo mercato che ormai «non esiste più. Basti pensare che un solo caseificio dalle mie parti guadagna più di tutto il porno mondiale. Per gli italiani non ha più senso fare porno», ha aggiunto.

IL PORNO POST 2000
Ma che spazio reale ha la pornografia nel XXI secolo? Una domanda complessa la cui risposta obbliga un’indagine approfondita, dato che il mondo dell’hard ha assunto i tratti classici del sistema oligopolistico. Questo ha avuto ripercussioni sia sulla qualità del materiale prodotto, sia sui salari di attori e maestranze del settore. Una crisi che ha spinto molte pornostar made in Usa ad arrotondare con scatti pirata su Snapshot, promozione di prodotti commerciali e, in alcuni casi estremi, servizi escort. Un impoverimento del settore che ha portato il fatturato delle attrici ad attestarsi intorno ai 45 mila dollari l’anno.

DIFFERENZE SALARIALI
Intanto uno sguardo sui guadagni aggiornati a gennaio 2016 mostra come una pornostar di medio livello venga pagata tra gli 800 e i mille dollari per le tradizionali scene di sesso uomo-donna. E se sono in poche quelle che possono ambire a salari pari a 2000 dollari a film, c’è chi è costretta ad accettare una sorta di minimo salariale pari a 300 dollari a prestazione. Ben altre cifre spettano per le prestazioni particolari. Ad esempio l’anal può essere pagato 2000 dollari sino ai 2.500 per una doppia penetrazione. Per i pornoattori le cose vanno peggio. Gli uomini incassano un massimo di 600 dollari a film, con i grandi nomi del settore che ne intascano anche 1500 se chiamati a recitare su un set di porno gay. A queste cifre, lorde, vanno tolte le percentuali per gli agenti e altre spese a carico come gli esami sanitari per l’HIV e le altre malattie sessualmente trasmissibili.