La maggior parte delle donne inorridisce alla sola idea. Tanti uomini, invece, si eccitano a guardarlo e non disdegnerebbero di prendervi parte. Tra falsi miti e un evidente paradosso, la pratica sessuale del bukkake, in cui più uomini eiaculano a turno o insieme su una donna, è da tempo uscito dalla nicchia in cui è nato per entrare nell’immaginario collettivo pornografico. Scatenando le fantasie dei più arditi cuckold, ma anche delle donne che provano piacere nell’essere sottomesse e umiliate.

I FALSI MITI SULLA SUA ORIGINE
Il bukkake è nato in Giappone, ma purtroppo non è, come si può leggere sul web, un’antichissima tradizione nipponica. Non deriva da un antico rito di fertilità a cui si sottoponevano le spose dopo il matrimonio che, ricoperte di sperma dagli invitati, entravano così nel mondo degli adulti, con tutti i diritti e i doveri che ne conseguivano. E non era nemmeno una forma di umiliazione pubblica riservata alle donne infedeli, seppellite fino al collo e poi punite con eiaculazioni in serie dagli uomini del paese per il loro tradimento. Sarebbe stato bellissimo e nemmeno inverosimile per una società sessualmente complessa e perversa come quella nipponica. Ma, ripetiamo, purtroppo si tratta di falsi miti. Il bukkake è nato infatti verso la metà degli Anni ’80 in modo molto più prosaico. Da un divieto, per la precisione: quello di mostrare i genitali durante i film hard.

‘SPRUZZARE, VERSARE CON FORZA’
Con peni e vagine da coprire o pixellare, bisognava trovare soluzioni alternative per eccitare gli spettatori giapponesi. Rimanevano buona parte del corpo delle attrici e il loro volto. Ma anche lo sperma, rimasto al di sopra di ogni divieto. Nacque così il bukkake, massima espressione del cumshot e oggi diventato un genere a sé: un donna in ginocchio, tanti uomini attorno, nessuna penetrazione ma tanta masturbazione, per una pioggia di seme. Galeotta fu la censura, insomma. Il primo film con una scena di bukkake fu Mascot Note del 1986, con Matsuoka Aiko, mentre il regista che lo ha sdoganato definitivamente, attorno alla metà del decennio successivo, è stato Kazuhiko Matsumoto. Poco dopo, il bukkake varcò le frontiere del Giappone per approdare prima negli Stati Uniti e poi in Europa, anche nella variante gay o con l’aggiunta del gokkun, ovvero con l’ingestione dello sperma, inserito in un contenitore, da parte della protagonista. A proposito di ingestione, il termine bukkake deriva dal verbo bukkakeru, che significa spruzzare, versare con forza: per questo, esiste un modo particolare di servire i tradizionali spaghetti con brodo caldo che si chiama (senza che nessuno si scandalizzi) bukkake soba.

IL PIACERE DELL’UMILIAZIONE
Per girare una scena di bukkake, occorre pagare solo chi sta al centro, perché chi eiacula attorno si accontenta di solito di un piccolo rimborso. È per questo che piace così tanto ai produttori. A chi lo pratica e a chi lo guarda piace invece perché c’è dentro il gusto di umiliare da una parte, e di essere umiliata dall’altra. Per averne conferme, basta spulciare sul web, ricco di racconti a tema bukkake. Soprattutto al femminile. Su Annunci69, c’è quello di una donna che è stata ‘al centro’ delle attenzioni: «Scorgo nel buio delle ombre e sono tutte intorno a me, davanti, ai lati e anche dietro ne sento l’ansimare […] La mia dolce amica si avvicina a me e mi dice che loro sono tutti qua per me, per riempirmi di sperma caldo». In questo racconto, tutto va come deve andare e tra i commenti si può leggere: «È l’idea. L’oltraggio. L’osceno desiderio di essere sporcata e umiliata». A conferma, ecco cosa si può leggere su IRaccontiErotici: «Mi eccitava molto vedere tutti quegli uomini tirarsi il cazzo, guardando il mio corpo svestito, come se fosse un semplice oggetto. Ero stata pagata profumatamente per fare quel lavoro che molte mie colleghe trovavano estremamente degradante. Io non credo nel degrado […] La mia testa cominciò a viaggiare, tirata a destra e sinistra per i capelli, subendo la sborra caldissima di quegli sconosciuti […] Il sesto, il settimo, l’ottavo… la mia faccia era ricoperta di sperma e io non vedevo più niente». Questo ci riporta al paradosso citato all’inizio: il bukkake, nato dalla censura, ha dato vita a una delle pratiche più hardcore della pornografia, molto estrema di quelle che, all’epoca, esistevano in Giappone.