Per comprendere il fenomeno cuckold, dobbiamo partire da lontano. Molto lontano. VIII secolo a.C., regno di Lidia. Nelle segrete stanze del palazzo reale, il sovrano Candaule canta a Gige, sua guardia del corpo, la bellezza inarrivabile della propria moglie. Ma Gige, forse scettico, forse rispettoso, non mostra l’entusiasmo che Candaule si aspetterebbe. Così il re lo costringe a nascondersi nella camera da letto della regina, affinché possa vederla nuda e convincersi della sua bellezza. Gige si nasconde, e osserva, mentre la donna lascia cadere i suoi veli. Ma viene scorto dalla regina, che lo mette di fronte a una scelta: o uccide il re, diventando egli stesso sovrano e prendendo lei in moglie, o morirà per l’affronto. Gige imbocca la prima strada, diventando re di Lidia. E Candaule, morendo, diventa il nume tutelare di un fenomeno che rimarrà taciuto per millenni, fino all’avvento di Internet: il cuckoldismo.

NEL NIDO ALTRUI
Il termine cuckold, alla lettera ‘cornuto‘, deriva dal nome inglese del cuculo, cuckoo, che abitualmente depone le proprie uova nel nido di altri uccelli. Rispetto al candaulesimo, che si esaurisce nel piacere provato dal mostrare la propria donna a un terzo elemento esterno alla coppia, il cuckoldismo si spinge ben oltre. La moglie si concede sessualmente all’amante. E il marito guarda, senza poter intervenire. Preda di un’eccitazione accresciuta dall’umiliazione. Perché nel mondo cuckold i rapporti di forza tradizionali, di stampo patriarcale, si ribaltano. Il lessico comune non è sufficiente a descrivere le dinamiche di questo particolare rapporto a tre: il marito diventa un cuckold, la moglie una sweet, l’amante un bull: un cornuto, una dolcezza (o prelibatezza), e un toro.

A CIASCUNO IL SUO
In questo triangolo, il cuckold riveste il ruolo del sottomesso. Sottomesso alla sweet, che può scegliere di volta in volta il compagno di letto preferito, senza che il marito possa opporsi alle sue scelte. E sottomesso al bull, che umilia verbalmente il cuckold. Il quale trae piacere anche nel vedere la propria compagna più disinibita del solito, e disposta a sperimentare pratiche che nel rapporto coniugale sono tabù. Non sono rari i casi di sweet che praticano sesso anale solo ed esclusivamente con i bull. In altre circostanze, la sweet può imporre anche una sorta di castità forzata al cuckold, a cui viene negato non solo il corpo della moglie, ma anche l’autoerotismo e la possibilità di dare quindi sfogo all’eccitazione accumulata durante l’incontro a tre. Questo a grandi linee: ogni coppia cuck gioca secondo le proprie regole. L’umiliazione subita dal cuckold può essere di volta in volta leggerissima, quasi inesistente, o al contrario particolarmente pesante. Il fulcro di tutto, al di là delle innumerevoli varianti, è il vedere la propria moglie negarsi e concedersi invece a un terzo.

CHI CERCA COSA
Come per tutte le pratiche sessuali poco comuni o conosciute, il cuckoldismo ha avuto un grande impulso grazie al web. Esplorando siti di annunci e leggendo racconti, si ha però l’impressione che il punto di vista privilegiato sia quello del marito. Quasi sempre è lui, in effetti, a proporre la fantasia all’interno della coppia, a cui la moglie decide poi se prestarsi o meno. E, quindi, se è relativamente semplice dipingere un quadro complessivo della psiche e delle emozioni del cuck, più complesso diventa comprendere le motivazioni della sweet e del bull. Che cosa spinge una moglie innamorata del proprio marito (la ferrea intesa sentimentale, come per lo scambismo, è basilare per il successo del gioco), al di là del semplice piacere sessuale, a concedersi a un terzo? Probabilmente, la sensazione di sentirsi desiderata e agognata. Ma, appunto, le testimonianze delle sweet sul web non sono così numerose quanto quelle dei cuck. La stessa domanda possiamo porcela per quanto riguarda il bull. Secondo le coppie cuck, il bull ideale non è un semplice singolo in cerca di sesso facile, ma un uomo sicuro di sé capace di dominare mentalmente e fisicamente la coppia. Ma questo è, appunto, il punto di vista tipico della coppia cuckold. Più difficile capire come si vedono effettivamente i bull: interpretano un ruolo ‘alla bisogna’, alla stregua di approfittatori di fantasie altrui o, per così dire, ci credono davvero? Le testimonianze sono scarse. Una cosa è certa: il rapporto tra bull e sweet deve rimanere confinato alla sfera psicologica e fisica, senza mai sconfinare nell’intesa sentimentale. Se il sesso diventa amore, la stabilità della coppia viene gravemente minata. Facendo perdere al marito, che è sì sottomesso e umiliato, ma sempre al corrente di ogni avventura sessuale della compagna, il controllo della situazione. Cuckold sì, tradito no.