«La donna non indosserà abiti da uomo, né l’uomo indosserà abiti da donna. Perché chiunque fa tali cose è in abominio al Signore il tuo Dio». Deuteronomio, capitolo 22, versetto cinque. Ma cosa importa? Il travestitismo o, in inglese, crossdressing, oggi riguarda il 10% della popolazione mondiale. E il dato, con ogni probabilità, è sottostimato. Lo praticano gli uomini, soprattutto. Segretamente, tra le mura di casa, per il gusto del proibito che diventa eccitante. Da soli, raggiungendo l’orgasmo con la masturbazione in calze e tacchi alti. In privato, per paura di essere derisi e non capiti, persino dalla propria compagna. Sebbene, va detto, c’è anche chi lo fa in coppia, come come gioco erotico trasgressivo, magari per dare nuova forza a un rapporto indebolito.

TRAVESTIRSI, CHE PASSIONE
Solitamente la società tende, erroneamente, ad abbinare chi indossa abiti dell’altro sesso alla transessualità e all’omosessualità. E invece no. In linea di massima, agli uomini crossdressers piacciono le donne. Chi pratica il travestitismo non è un travestito, termine troppo spesso associato alla prostituzione, e non è gay, anche se ovviamente gli omosessuali che amano questa pratica esistono. Semplicemente, c’è chi accoglie il crossdressing come una scelta di vita, come l’artista inglese Grayson Perry che, noto per le sue performance vestito da donna, ha persino stretto la mano alla Regina Elisabetta d’Inghilterra proprio in abiti femminili. Quanto alle donne, ci sono quelle che, lesbiche o meno, godono nel mostrarsi pubblicamente vestite da uomini, semplicemente vestendo un pantalone e una camicia, e nel farsi percepire come tali.

QUANDO IL GATTO NON C’È
Nel crossdressing praticato dagli uomini l’eccitazione arriva grazie al contatto con i tessuti tipicamente da donna, e dall’osservare, magari allo specchio, la propria versione ‘al femminile’. Nel forum Xpress, l’utente Transylvania racconta: «Navigando e confrontandomi in vari gruppi di discussione ho iniziato ad amare il corpo femminile e tutto ciò che è intimo femminile in maniera diversa. Così, non appena mia moglie esce, viene fuori la Jovy che è in me, per dare sfogo a sensazioni sessuali uniche e appaganti». Travestitismo privato, dicevamo. E infatti è evidente come ‘Jovy’ non desideri affatto condividere il suo essere crossdresser con la compagna. Vorrebbe farlo Maxima, che però rinuncia per timore che chi gli sta accanto possa non capire: «Solo una volta ho avuto occasione di trovarmi in abiti femminili di fronte alla mia partner, era una festa di Halloween. Avrei voluto tanto rivelarle cosa provo quando mi vesto da donna, mi piacerebbe condividere con lei queste emozioni anche nell’intimità. Ma non ho avuto il coraggio. Ho avuto subito la sensazione di una totale assenza di interesse da parte sua».

TRA MOGLIE E MARITO METTICI UN VESTITO
Su Internet ci sono però anche testimonianze di chi, grazie al crossdressing, ha ora una vita sessuale di coppia più appagante. Sul forum DiversamenteFemminile, una utente scrive: «Vedere mio marito abbigliato en femme mi eccita tantissimo». Per poi aggiungere: «Non trovo spiegazioni in tutto questo, ma è qualcosa che mi fa e ci fa letteralmente impazzire. Da quando lui ha fatto outing, la nostra vita sessuale è senz’altro cambiata». A volte, quando l’uomo indossa completi intimi, lingerie, scarpe con i tacchi e abitini stretti, si verifica uno scambio di ruoli con la partner: «En femme, pur non essendo attratto da uomini, con la mia compagna assumo un ruolo per lo più passivo. Obbedisco a tutto quello che mi chiede di fare. E mi piace da impazzire quando si rivolge a me come ‘la sua puttana’», racconta Sissy. Un addio alla virilità, questo, che può essere solo temporaneo: «Abbiamo rapporti sessuali anche quando non indosso abiti femminili. E in questi casi raramente sono passivo. Preferisco esserlo solo e soltanto quando mi vesto da donna».

UNO SOLO BASTA E AVANZA
Insomma, si può essere più donna di una donna, e rimanere ‘uomo’. «Di coso ne ho già uno di troppo non è il caso che ne cerchi altri. Mi piacciono le donne, mi è capitato di fare sesso en femme con due ragazze e sono sempre stati bei momenti. Anche se una di loro era gelosa della mia parte femminile, Cinzia. Diceva che ero più femmina di lei, anche nel sesso», racconta Dolcecinzia su Xpress, ribadendo come un crossdressing totale, fatto anche di trucco e parrucco, pure eccessivo, non sia sinonimo di omosessualità. Ma la maggior parte delle persone, come già detto, preferisce viverlo nel privato. Anzi, nell’intimo, come fa Rinaldo70: «Metto regolarmente intimo per donna quando esco e sono in giro, mentre in privato indosso l’intero abbigliamento, anche scarpe con tacchi a spillo. Ormai ci cammino anche con disinvoltura».