Un bunga bunga a stelle e strisce quello che, secondo un dossier pubblicato da Buzzfeed, vedrebbe coinvolto Donald Trump: nel 2013, durante un soggiorno a Mosca, il nuovo presidente degli Stati Uniti avrebbe incontrato alcune prostitute nella suite presidenziale del Ritz Carlton. E con loro avrebbe praticato golden shower. Materiale decisamente scottante ma non verificato né verificabile, e infatti già smentito su Twitter dal tycoon. Ma che ha dato un’improvvisa notorietà al pissing.

BDSM MA NON SOLO
Nel pissing, noto in italiano anche come pioggia dorata (e golden shower in inglese, appunto) o con il termine scientifico urofilia, l’urina diventa strumento erotico. L’eccitazione sessuale arriva infatti dall’urinare nella bocca o sul corpo del partner. Se in molti casi il pissing rientra di fatto nelle numerose ‘discipline’ del Bdsm, in cui c’è una netta divisione dei ruoli (master/mistress da una parte, slave dall’altra) e l’umiliazione del partner è un mezzo per raggiungere il piacere, può anche accadere che questo gioco erotico coinvolga alla pari le persone che la praticano. E che, una volta superato il tabù sessuale dell’urina, non riescono più a farne a meno.

GIOCHI CALDI E BAGNATI
L’urofilia si traduce in pratiche molto diverse tra loro, alcune più soft e altre decisamente più estreme. L’urina può essere usata per erotici massaggi, caldi e bagnati. E molti amanti del pissing trovano eccitante anche urinare a letto, per poi coccolarsi tra le lenzuola umide. C’è poi la golden shower o pioggia dorata propriamente detta, con un partner che in piedi urina sopra l’altro sdraiato per terra. Perfetta, soprattutto con la donna in piedi, per soddisfare le più recondite fantasie di dominazione e sottomissione. Senza dimenticare le ‘Cateratte del Nilo’, pratica in cui l’uomo, in piena erezione, urina con forza sul clitoride della partner procurandole piacere. Così come gli esibizionisti, che si eccitano bagnando i vestiti in pubblico, oppure i cultori dell’omorashi, pratica nata in Giappone in cui l’eccitazione erotica è provocata dalla sensazione di avere la vescica piena o dal pensiero che ce l’abbia un’altra persona. La variante più estrema del pissing è infine l’urofagia, che prevede l’ingestione dell’urina, magari durante un ’69’.

NELL’ARTE E AL CINEMA
Questa pratica, descritta anche dal Marchese De Sade nei suoi racconti e immortalata in numerose foto e illustrazioni di epoca vittoriana, ha origini antichissime. Addirittura mitologiche. Basti pensare a Danae che, rinchiusa dal padre Acrisio in una torre di bronzo, viene messa incinta da Zeus, che la possiede con l’inganno dopo essersi tramutato in pioggia d’oro. La pioggia dorata compare anche nei mosaici della colonia romana di Timgad (nell’odierna Algeria) e in alcuni shunga, ad esempio del maestro Utagawa Kuniyoshi, ed è stata portata al cinema da Tinto Brass in Caligola di Tinto Brass, e da Pedro Almodóvar in Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio. C’è poi Venere e Cupido di Lorenzo Lotto, dipinto del 1530 in cui l’angioletto urina attraverso una ghirlanda sul ventre della dea: una chiara allusione erotica alla fertilità.