L’universo del Bdsm è costellato dalle perversioni più strane ed è in continua espansione. Normale che una pratica che prevede la dinamica dominazione-sottomissione possa assumere una variante bizzarra come il ‘puppy play‘, in cui viene ricreata la relazione cane-padrone, riesca a trovare sempre più spazio.

ANIMALE E PADRONE
Perché adottare un cane quando si può essere un cane? Si potrebbe riassumere così la filosofia del puppy play, pratica in cui una persona esce dalla condizione di essere umano per ‘diventarne’ il miglior amico, assumendone comportamenti, postura e addirittura istinti. Se nel Bdsm in senso stretto (sempre che di senso stretto si possa parlare) c’è chi domina, soddisfacendo un piacere sadico, e chi invece trae godimento dall’essere sottomesso dalla figura dominante, nel puppy play il ‘gioco’ si sposta su un piano diverso e lo scopo diventa vivere a pieno la condizione animale-padrone. Insomma, la dominazione ci può essere, ma non è l’elemento essenziale. Al pari del sesso, almeno tra padrone e cane. Lo human pup (quasi sempre uno human dog, ma c’è chi si trasforma anche in altri animali) non vuole essere uno schiavo, non desidera essere punito e, in fondo, un padrone non dovrebbe trattare male il suo cucciolo, ma casomai vivere insieme a lui, educarlo, giocarci, nutrirlo e portarlo fuori a fare i bisogni: basti pensare al fatto che, a inizio giugno, una donna è stata filmata mentre portava a guinzaglio il suo human dog in giro per Milano, addirittura sotto la pioggia.

DIFFUSO GRAZIE AL WEB
Il fenomeno del puppy play è letteralmente esploso negli ultimi anni, grazie alla diffusione di Internet, che ha permesso ad aspiranti cani e padroni di incontrarsi e avviare un legame, che risulta spesso duraturo. Se la pup community è ampia e variegata, le persone che scelgono di interpretare il ruolo del cane sono per la maggior parte uomini, gay, a loro agio con indumenti di pelle e con una passione già consolidata per il Bdsm. Ma non c’è una regola, ovviamente. C’è chi è etero e vuole diventare il cucciolo di una padrona, chi è gay e vuole fare lo stesso. Davvero pochissime, invece, le donne che assumono il ruolo del cane. Ampia libertà anche nei rapporti tra human dog, visto che quando si incontrano possono dedicarsi alle attività più disparate: giocare, annusarsi (specie nelle parti intime) e persino fare sesso.

LA CODA CON UN BUTT PLUG
Non basta muoversi su quattro zampe per essere un buon human dog. Serve anche l’abbigliamento giusto, oltre agli imprescindibili collare (che può essere più o meno coercitivo) e guinzaglio. I puppy player indossano sempre maschere con orecchie e spesso museruole, per somigliare a cani ma anche per cadere nella ‘tentazione’ di parlare, visto che al massimo devono abbaiare e comunicare con il linguaggio corporeo. A ricreare le zampe sono invece dei guanti, che impediscono l’apertura della mano, costringendo lo human dog a camminare sille nocche. Il resto del corpo è poi coperto da un costume intero in lattice o pelle, che prevede poi delle ginocchiere. Manca qualcosa? La coda, simulata grazie a butt plug con un prolungamento esterno che, appunto, somiglia a una coda. Specie tra gli human dog non omosessuali, lo strumento non è sempre gradito. Per questo, esistono anche delle piccole imbracature, adatte per la zona pubica, che terminano con una coda. Per chi volesse approfondire l’argomento, consigliamo la visione del documentario Secret Life of the Human Pups, che esplora il mondo degli human dog britannici.