Lui prima gioca con le sue natiche, poi inizia a giocare con la lingua, infine la spinge all’interno. Con l’esplorazione, gli odori e gli umori si fanno sempre più forti, decisi. Lei finalmente rilassa i muscoli, in preda al piacere. Ci siamo. È il momento di penetrarla da dietro. La descrizione di un cunnilingus, certo. O di un anilingus, chissà. Cambia poco, questione di centimetri. Ecco quello che c’è da sapere sulla stimolazione orale dell’ano: in inglese, rimming.

UN PIACERE PER I DUE SESSI
Rispetto al cunnilingus, il rimming ha il vantaggio che a beneficiarne possono essere entrambi i sessi. E il piacere è reale, visto che in prossimità dell’ano sono presenti numerose terminazioni nervose simili a quelle degli organi genitali. D’altra parte, stiamo parlando della stessa zona erogena, quella del perineo. Nel rimming, che è uno dei modi migliori per rilassare l’ano e creare eccitazione, e dunque un ottimo preliminare al sesso anale, la delicatezza è d’obbligo. Il ‘gioco di lingua’ deve essere graduale, con piccoli tocchi nella zona perianale. Solo successivamente, quando il partner dà il via libera a qualcosa in più, si può introdurre la lingua nello sfintere, magari aiutandosi con le dita. La mossa che dà al partner il massimo del piacere? Il movimento circolare della lingua alternato ad un leggero risucchio. Con la pratica, l’anilingus diventerà un preliminare con cui avere sempre più confidenza e, a quel punto, lasciarsi andare sarà sempre più facile.

DOGGY STYLE E FACESITTING
La posizione con cui è più facile praticare il rimming è quella da dietro, la ‘pecorina’. In alternativa, c’è il facesitting, con uno dei due partner seduto sul volto dell’altro (che si può anche chiamare queening kinging, nel caso in cui, sopra, ci sia rispettivamente la donna o l’uomo). Nel rimming ci sono il piacere fisico in sé, e il piacere nel sapere di darlo. Ma anche il gusto di sentirsi sottomessi e, dall’altra parte, padroni. Tuttavia, per molti uomini riceverlo è ancora un tabù perché, come accennato, è visto come una sorta di ‘anticipazione’ del sesso anale (al pari del massaggio prostatico, eppure decisamente eccitante). L’altro ostacolo, che riguarda entrambi i sessi, è l’igiene. L’anilingus è percepito come una pratica degradante, vicina alla coprofagia e, anche se ovviamente non è così, occorre fare attenzione all’igiene: meglio evitarlo con partner occasionali, curare la pulizia della zona perianale e, magari, non trascurarla nell’epilazione.

PRATICA ORMAI SDOGANATA
A coniare il termine anilingus, che non esisteva in latino (ma chissà che non lo praticassero già Greci e Romani, ‘cultori’ dell’omosessualità), fu Richard von Krafft-Ebing, che nel 1886 nel suo libro Psychopathia sexualis, provò ad analizzare tutte le devianze dei comportamenti sessuali: tra le varie degenerazioni anche quella che, in inglese, viene chiamata rimming (da rim, ‘bordo’ o ‘cerchio’). Il termine ha accezione negativa, al pari della parola ‘leccaculo’, che di sicuro non è mai stato un complimento. Nemmeno per Mozart, che nel 1782 compose il canone umoristico di gusto scatologico Leck mich im Arsch. Ovvero, tradotto dal tedesco, ‘Leccami il culo’. In generale, però, il rimming è ormai sdoganato. Non tutti lo fanno, ma parlarne non è più tabù ed è uscito dai confini del porno. Qualche esempio? Cosmopolitan e GQ hanno pubblicato delle guide, è andato in onda nella serie tivù Girls, con la faccia di Desi affondata nelle natiche di Marnie, ne hanno parlato Nicki Minaj nel testo di Anaconda e ancora prima le protagoniste di Sex & the City. Aveva capito tutto la pornostar Asa Akira, che nel 2011 aveva twittato: «Il culo è la nuova figa».