La prima fu Charlotte, Charlotte Rampling. Non indossa nulla ed è seduta di tre quarti su una sedia: la foto fece scandalo perché era il 1973. Dall’altra parte dell’obbiettivo c’era Helmut Newton che scelse per la sua prima foto di nudo integrale la grande attrice britannica, in quei mesi protagonista anche del discusso Portiere di notte di Liliana Cavani. Il suo scatto pare gemello di certe riprese del film: è l’omaggio a un erotismo raffinato e celebrale.
Comincia con questo scatto la carriera di Helmut Newton quale «fotografo del nudo femminile» e ora una mostra a Venezia, alla Casa dei Tre Oci (dal 7 aprile al 7 agosto) dimostra quanto penetrante fu il suo sguardo sull’universo femminile nel corso della sua longeva e fortunata carriera: Helmut Newton. Fotografie. White Women / Sleepless Nights / Big Nudes presenta oltre 200 immagini di uno dei fotografi più importanti e celebrati del Novecento.

CORPI COME OPERE D’ARTE
Helmut Newton, pseudonimo di Helmut Neustädter, nasce a Berlino nel 1920 ma la sua avventurosa vita lo porta in giro per il mondo tra Australia, Monte Carlo e Los Angeles (lì muore nel 2004 quando la sua Cadillac va a schiantarsi contro il muro del Chateau Marmont, celeberrimo hotel di Sunset Boulevard dove lo stesso fotografo aveva vissuto a lungo). La sua passione per i corpi delle donne che ‘si mettono a nudo’ davanti alla macchina fotografica ha rivoluzionato negli Anni ’70 il mondo patinato della moda.
La sua intuizione? Il corpo femminile è eroticamente chic, e non va censurato. Va piuttosto omaggiato con arte, grazia, e le luci giuste in uno studio che renda onore al suo posto nello spazio. È così che nascono foto come quella di Charlotte Rampling, di cui si dice la stessa attrice vada ancora orgogliosa, ed è così che negli Anni ’70, mentre le femministe liberavano il corpo delle donne dai lacci della tradizione, Newton faceva di più: lo elevava a opera d’arte.

BELLEZZE AL NATURALE
«Se paragoniamo i primi scatti di Newton con quelli della maggior parte dei fotografi di oggi, impegnati a ritrarre modelle stanche di vivere, emaciate e tristi, non possiamo non dare a Newton un grande merito: ha saputo esaltare la potenza delle donne, la loro bellezza naturale», spiega Denis Curti, curatore, insieme a Matthias Harder, della mostra organizzata da Civita Tre Venezie insieme alla Helmut Newton Foundation.
Particolare non secondario: è stata June Newton, vedova del fotografo, a volere una mostra che raccontasse la passione erotica del marito per l’universo femminile. Il loro è stato un legame lunghissimo (si conobbero da giovani), capace di superare le inevitabili intemperanze di un genio della macchina fotografica che frequentava modelle, personalità di spicco, ambienti dove il lusso, il piacere e l’edonismo erano coltivati come una religione.
Ma che donna eccitava Helmut Newton? Che donna era reputata degna di essere denudata davanti al suo obbiettivo? «Ha sempre cercato la donna vera. Osservando i suoi innumerevoli scatti emergono corpi che oggi sarebbero improponibili per dei servizi di moda: sono corpi statuari sì, ma non perfetti. Le ascelle e il pube non erano depilati, ad esempio: Newton celebra un erotismo al naturale. Scatti pornografici? No, le donne di Newton si muovono in un gioco di trasparenze, di vedo-non-vedo. Seducono prima di tutto con lo sguardo e non a caso in molte immagini guardano, fiere, verso lo spettatore: non hanno paura di mostrarsi per quello che sono», spiega Curti.

HAMBURG, GERMANY: (FILES) - Picture taken 19 July 2001 in Hamburg of German-born Australian photographer Helmut Newton posing in front of one of his works. Newton was killed in a car crash in Hollywood 23 January 2004 as he was leaving the Chateau Marmont, a plush hotel and favourite haunt of the stars, when he lost control of his Cadillac sports utility vehicle and ploughed into a wall. AFP PHOTO FILES (Photo credit should read SILKE PAUSTIAN/AFP/Getty Images)

INTENZIONE EROTICA
Prima che i suoi scatti diventassero un cult per la loro eleganza formale e per l’alto tasso di carica erotica che spingeva le maison di moda a prediligere i set di Newton per le migliori campagne pubblicitarie della stagione, Newton pubblicò su Playboy. E contribuì a fare della celebre testata americana un cult per signori raffinati, lontano anni luce dalle riviste pornografiche: «Nelle sue foto la donna è sempre soggetto attivo: il suo è un erotismo dell’intenzione, che mai esplicita in modo volgare l’atto sessuale. Per questo ancora più eccitante», continua Curti.
Senza mai soffermarsi sui genitali o su altri particolari anatomici, Newton riuscì a celebrare in ogni scatto la potenza erotica delle donne. Le modelle, novelle Maye Desnude di una bellezza abbacinante, sono ritratte in un mondo a misura dei suoi sogni e dei suoi desideri non consumati. Un mondo in cui il corpo delle donne non è oggetto, ma sempre soggetto erotico: protagonista, finalmente liberato, della passione amorosa.

SET HOT?
Facile immaginare che le modelle e le attrici fossero tutte pazze di lui: girano ancora storie leggendarie su professioniste o personalità vip che, una volta in studio e in posa nude sul set del celebre fotografo, si sarebbero aspettate ben altro che il semplice ‘clic’ della macchina fotografica. «Direi che il rapporto di Newton con l’altro sesso era felliniano: adorava le donne, traeva spunto e ispirazione dal corpo femminile, da cui era profondamente sedotto e attratto, ma era capace di annullare lo shooting su due piedi se capiva che la modella in questione non aveva un atteggiamento più che professionale», spiega Curti.

‘FEMMINISTA INCOMPRESO’
Le foto di Newton non sono mai rubate: non gli interessa fare il ‘guardone’. Piuttosto, del nudo femminile rispetta l’estetica, che omaggia con una fotografia fatta di set curati in ogni minimo dettaglio. Ama la messa in scena teatrale. Un esempio? La foto in cui Newton e Sylvia Gobbel si guardano allo specchio mentre lui fotografa. Ne esce un quadro con il fondoschiena della modella in primo piano e, sullo sfondo, l’artista che la guarda, riflessa nello specchio.
Un erotismo che passa per la testa il suo, che purtroppo le femministe dell’epoca non hanno colto fermandosi alla patina dorata delle sue ambientazioni (adorava ritrarre donne bellissime in posti extra lusso, come la foto della modella sul letto di Napoleone) e non abbiano colto la potenza rivoluzionaria del suo messaggio.