Da che mondo è mondo le dimensioni del membro non sono mai state una questioncella di secondo ordine per la femmina, anzi nel corso del tempo si è formato un pensiero ben preciso attorno al potenziale problema, arrivando a considerare le misure come un discrimine nella scelta del possibile partner sia occasionale che definitivo.
Non è un caso se oggigiorno si vedono sempre più donne bianche e anche italiane assieme a maschi di colore nero, visto la dotazione fortunata che questi soggetti portano nel corpo. Infatti un folto di numero di europee ogni anno vola con prenotazioni spedite in luoghi stranieri e lontani (come l’Egitto, il Senegal, la Jamaica) alla ricerca del proibito nella certezza di provare direttamente attrezzi di misura eccellente già sperimentati magari da qualche amica o conoscente. Di fatto esiste il passaggio dalla significativa esperienza personale al comune vantaggio riconosciuto nel cosiddetto Black sharing (se così posso definirlo), obiettivo ormai vero delle femminili aspirazioni. In fondo i sondaggi sembrano mettere in evidenza a chiare lettere questo fatto e noi non possiamo che tenere conto di questa evoluzione sociale dei comportamenti. Del resto come potrebbe essere diversa la questione conoscendo l’importanza di questo aspetto fisico in un comune rapporto di coppia?
Ora, tenuto conto di questa premessa, si può arrivare ad una semplice domanda: quanto contano veramente le dimensioni del pene per una donna? Molto, anzi di più, e quando in alcuni casi racconta il contario, mente sapendo di mentire. Di solito quella che a parole mostra poco interesse per le misure, in realtà rivela un preciso orientamento nella scelta: normodotati o superdotati. Il soggetto ‘difettoso’ capitato per sbaglio davanti ai suoi occhi finisce fuori dalla porta della stanza senza alcun ripensamento (qui la storia di una lettrice). (Un breve inciso: spesso mi domando se le psicologhe o le sessuologhe tanto ansiose di motivare per professione i soggetti colpiti dalle scarse dimensioni siano nel numero di quelle indifferenti! Non vorrei mai che i loro consigli valessero solo per gli altri! Tante volte avrei voluto essere una farfalla e volare nelle case di queste belle signore per vedere se le misure dei compagni erano piccole oppure grandi!). Il fatto è che le donne non possono comprendere fino in fondo il lato oscuro della faccenda, la dimensione di uno spazio vuoto nel quale un individuo rischia di perdersi definitivamente. Non possono avere la percezione del grande dramma vissuto dal ‘poco maschio’ (il minidotato), e per questo le vedo spesso fare commenti senza senso, scrivere frasi e pensieri che potrebbero evitare di pubblicare per non umiliare ancora di più gli individui ‘difettosi’. È vera una cosa su tutto questo. Se la femmina dovesse a ruota libera esprimere veramente il suo pensiero finirebbe per distruggere una massa enorme di uomini già pesantemente impauriti dal problema (si parla di oltre il 55% del totale maschile, un numero chiaramente spaventoso!!) Se cominciasse a definire i suoi gusti (riferendosi soprattutto agli uomini di colore nero) dicendo che un vero pene dovrebbe essere lungo più di 16 cm ( 20 o 25 sarebbero il regalo più bello!) ed avere uno spessore di minimo 15, per molti sarebbe la fine. Ecco, è questa la dura e amara verità. All’ombra di tutto ciò l’uomo dal piccolo pene ha un mondo interiore sconquassato e in tumulto, e sempre più rumoroso nel suo tormento. Può soffrire quando incontra una donna per strada, può patire quando riempie la testa di pensieri sconvolgenti: immagini veloci di desideri nascosti. Lo sguardo a terra e il volto sudato con la voglia di poterla guardare mentre cammina e avanza passando vicino con spietata indifferenza, quasi sapesse delle ridicole misure. Quante volte mi è capitata una cosa del genere! Con fare sicuro e affascinante, ti sfiora col profumo, con le gonne, con i tacchi e i capelli sciolti. È un pensiero ossessionante che pervade la mente senza darti scampo: chissà – ti chiedi – come sarà donna nel suo letto! Chissà quanto piacere regala a suo marito o compagno o amante quando distesa accoglie tra le gambe con passione il suo pene potente! Suggestioni strane, successive e dirompenti, ma reali e forti davanti ad una donna magari bella e travolgente. Ritrovarsi a più di 40 anni con qualcosa lungo come il dito mignolo di una mano, significa camminare nel mondo con un difetto impossibile da cancellare, a meno di interventi estetici costosissimi e per nulla certi, a volte addiritura pericolosi. La realtà porta le sue pesanti conseguenze e la necessità di cambiare strada diventa necessità in tante circostanze. Abbandonare il piacere del mondo femminile sembra a un certo punto il rimedio più salutare per sopravvivere, l’unico modo di uscire da un percorso cieco e deprimente. Se il destino ci ha voluti in questo modo non abbiamo che il tempo per poterlo capire. Non dobbiamo essere audaci più del dovuto con gli altri per non pagare lo scotto di un’ inutile e sciocca spavalderia. Nel mondo le donne sono esigenti e selettive e sempre pronte con sarcasmo a trattare come fenomeni da baraccone quelli non adatti a soddisfarle nei gioiosi piaceri. Nessuna comprende le tue scarse misure, perchè nel rapporto cerca il piacere non la disperazione! Possono solo provare compassione o pena davanti ad un gingillo di infime condizioni. Perchè dovrebbero restare indifferenti se uomini ben forniti possono trovarli dappertutto? Se tu fossi donna faresti finta di nulla? No, per niente. Ecco, dunque, un modo per concludere. L’uomo col pene bambino deve solo imparare a tenere lontano il pensiero di una Lei dalla vita. Non farlo significherebbe solamente rovinare l’esistenza. Ho iniziato cercando negli anni di tenere presente questa ripetitiva domanda: Non sarebbe alquanto frustrante voler avere una donna a tutti i costi per diventare magari il marito buono di giorno e il cornuto infelice di notte? Penso sia arrivato il momento di togliere il velo dell’ipocrisia per raccontare la verità su qualcosa di importante, anche a costo di pesare nella mente di uomini ancora illusi di essere normali quando in realtà non lo sono. Noi abbiamo bisogno di prendere coscienza dei nostri limiti, abbiamo bisogno di capire la nostra ‘handicappata sessualità’. Oggi non sono felice, ho soltanto imparato a tirare avanti annientando il desiderio di una donna. Ho imparato a cancellarla dalle mie amicizie. La vedo accanto solo per necessità di circostanza come un semplice rapporto di lavoro ma niente più di questo. Ho capito una cosa importante: le donne possono vivere tranquillamente senza di me, senza percepire la mia presenza nel mondo, però anch’io ho capito col tempo come vivere senza di loro.


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