«Apri, sono qui fuori», disse Marco. Lisa aprì la porta di casa e lo trovò in piedi ad aspettarla. Si erano incontrati solo una volta, e lei non sapeva bene cosa aspettarsi, era molto attratta da lui: alto, spalle larghe, occhi profondi che sembravano poter leggere i suoi desideri più nascosti, labbra carnose… Come piacevano a lei. Quella sera per l’occasione aveva indossato un completino intimo comprato apposta il giorno prima, di pizzo bordeaux, reggicalze e auto reggenti nere, sopra un vestito grigio che le faceva risaltare le sinuose curve del corpo. Quando Marco la vide, si fermò solo un attimo ad ammirare quella creatura che tanto aveva desiderato, i lunghi capelli neri che le cadevano sulle spalle, quelle labbra di cui aveva per così poco assaggiato il sapore.
Bastò un istante perché le sue mani le afferrassero i fianchi e l’attirassero a sé con passione, un istante perché la sua lingua entrasse con foga nella sua bocca. Erano già eccitatissimi entrambi. Lei sentiva attraverso i vestiti il membro di lui sempre più duro, lui sentiva il respiro di lei sempre più affannoso mentre l’attirava verso di sé, mentre con una mano le accarezzava i capelli prima di tirarli… Per farsi strada a baciarle il collo. Con l’altra mano scendeva prima delicatamente a sfiorarle il seno, per poi afferrarlo con forza, e continuare a scendere verso il fondoschiena, che meritò subito uno schiaffo deciso. Cominciò subito a sfilarle il vestito ed ebbe un sussulto quando la vide in lingerie, a quel punto lei lo prese per mano e si voltò per condurlo in camera da letto, sentiva i suoi occhi su di lei, sui suoi fianchi, sul suo sedere avvolto dal tanga. Appena entrati in camera Lisa non ebbe nemmeno il tempo di girarsi verso di lui che si sentì spingere con forza sul letto. Non si oppose. Rimase così, ferma, a quattro zampe, le gambe un po’ aperte e la schiena un po’ inarcata, mentre lui la guardava e immaginava come fosse la sua fica, coperta ora solo da quel sottile strato di pizzo. Mentre vedeva il laccetto del reggicalze che premeva sulla carne delle natiche non resistette più, le diede un altro schiaffo sul gluteo e lo sentì vibrare sotto quel colpo, lei ebbe un sussulto, mentre era sempre più eccitata. Le sfilò in fretta il tanga e cominciò immediatamente a leccarla… Tutta. Lisa sentiva il tocco caldo e famelico della sua lingua lungo tutta la sua intimità, la stava assaporando, gustando, fino all’ultima goccia della sua eccitazione. Avrebbe raggiunto l’orgasmo se lui non si fosse allontanato giusto un attimo prima per afferrarle i capelli e orientarla verso di lui, la baciò intensamente, voleva farle sentire il suo sapore dolce. Le slacciò il reggiseno mentre le due lingue erano impegnate in una danza che sembrava senza fine. Tolto il reggiseno passò a succhiarle i capezzoli, prima uno, poi l’altro, mentre con le mani accarezzava ogni centimetro di pelle raggiungibile. Pazzo di desiderio, indugiò solo pochi istanti prima di accompagnare la sua testa verso il membro ormai fiero ed eretto, Lisa non vedeva l’ora di sentire il suo sapore, di riempirsi di lui. Posò una mano su una natica Marco, mentre con l’altra accompagnava il movimento della testa, avanti e indietro… Soffermandosi sotto la cappella, facendo roteare la mano, lo sentiva fremere sotto la sua lingua che prima leccava lungo tutto il pene, poi accelerava soffermandosi sotto la punta, mentre con la mano giocava con lo scroto. Lui sentiva il respiro caldo della bocca di Lisa, la sua lingua morbida, aveva i brividi quando avvertiva la differenza di temperatura tra la calda e accogliente bocca di Lisa e la fredda stanza. Marco stava impazzendo, così improvvisamente le allontanò la testa, la fece alzare, la baciò intensamente solo un attimo prima di girarla di nuovo, spingerla furiosamente sul letto e montarle sopra senza esitazioni. La penetrò fino in fondo in un colpo solo. Lisa urlò di dolore e piacere. Lo sentì tutto dentro di lei, la riempì completamente. Dopo essere entrato in lei, rimase fermo per un istante, giusto il necessario per godere fino in fondo di quel momento, l’urlo di Lisa l’aveva fatto eccitare ancora di più. Aveva le mani ben salde sui morbidi fianchi di lei, cominciò a muoversi, prima lentamente, poi sempre più velocemente, un colpo dietro l’altro, mentre con una mano afferrava i lunghi capelli di Lisa, o le dava qualche schiaffo sulle natiche che si arrossavano sempre di più. Sentiva le urla e i gemiti di Lisa, dolore misto a piacere, sentiva i fianchi di lei che spingevano verso il suo bacino, come a volerne ancora di più. Mentre si muoveva dietro di lei, dentro di lei, cominciò a massaggiarle l’orifizio anale, si leccò il dito e prima che Lisa si rendesse conto di quello che stava accadendo, le infilò tutto il dito dentro. La sentì sobbalzare. Istintivamente lei si sporse in avanti ma l’altra mano di Marco la teneva ben salda, così, fermatosi un istante per farle capire che niente di brutto stava accadendo, e mai le avrebbe fatto del male, le accarezzò la schiena e ricominciò a muoversi dentro di lei, stavolta muovendo anche il dito, dentro e fuori. Lisa ormai era in visibilio, il confine tra dolore e piacere era talmente sottile che neanche se ne riuscivano a tracciare più i confini. Si lasciò completamente andare alle sensazioni che stava provando, non capiva più dove finisse lei è dove cominciasse lui, era in balia di un vortice di piacere mai provato prima. E così, in quella stanza dove echeggiavano le urla di lei e i gemiti di lui, in quella stanza dove respiravano l’uno il sapore dell’altro, Lisa e Marco fecero crescere il loro piacere fino a esplodere l’uno nell’altra.